Hobbisti e creativi: a quali mercatini possono partecipare? Quali sono le normative vigenti per la vendita? I creativi possono partecipare ai mercatini per gli hobbisti?

Hobbisti o creativi? Questo è il problema



Per introdurre il tema, abbiamo scomodato, rivisitandolo, uno dei più celebri dilemmi (essere o non essere?) di tutti i tempi, ovviamente di tutt’altro spessore etico, valore morale e soprattutto privo di una soluzione assolutamente certa, quindi destinato a rimanere irrisolto secula seculorum.

Fortunatamente questo non è il caso nostro, o meglio degli hobbisti e dei creativi o dei presunti tali, che con tanto di testi legislativi promulgati nel corso degli anni, anche non recentissimi, possono contare su una chiara definizione e quindi distinzione, che riportiamo in puntuale sintesi:

  • si definiscono hobbisti coloro i quali propongono in qualsiasi modo, vendendo, barattando, o semplicemente esponendo, merce del valore unitario non superiore ai 250 euro che non sia il frutto del proprio ingegno creativo e soprattutto non abbia particolare valore storico e/o artistico;
  • gli hobbisti partecipano a mercati, mercatini ed eventi fieristici a tema e la loro attività è regolamentata in modo dettagliato dai regolamenti della regione di appartenenza, la medesima che rilascia loro il tesserino di hobbista, documento che ne certifica la figura e ne regolarizza l’attività;
  • il tesserino è nominativo e può anche essere rilasciato ad un intero nucleo familiare, ma non può essere in alcun modo e per nessuna ragione affidato a terzi e deve obbligatoriamente essere esposto durante il mercatino. L’hobbista non può partecipare illimitatamente agli eventi, poiché il numero è fissato annualmente. Ogni Comune può decidere, in modo autonomo, il numero di mercatini a cui gli hobbisti possono partecipare questo è espressamente riportato nello specifico regolamento di riferimento.

Nel caso in cui la merce trattata, proposta, esposta, venduta, barattata risulti prodotta per almeno il 75% dall’estro creativo del soggetto che la espone, questo è da considerarsi un creativo al 100%, rientrante a buon diritto nella categoria degli artigiani. Attenzione, però, basta che dal 75% si scenda anche di un solo punto percentuale ed il creativo non risulta formalmente più tale, venendo identificato come un semplice venditore di prodotti semi-lavorati.

Per quanto riguarda gli hobbisti si deve fare riferimento alla legge regionale 10 novembre 2009 n. 27, art. 43.



E per quanto riguarda i creativi? La legge vigente, si riferisce esclusivamente agli hobbisti e non ai creativi. Nei regolamenti regionali è espressamente scritto che i creativi sono esonerati da tutti gli obblighi sopra descritti (tra cui anche l’obbligo di possedere il tesserino). La legislazione si riferisce agli hobbisti e non ai creativi, cioè a chi vende le proprie opere d’arte frutto del proprio ingegno. Il creativo che intende partecipare ai mercatini è bene che comunque si rivolga alle autorità competenti (Comune, Pro-Loco, ecc…) e tenga presente questi punti:

  • dovrà portare con sé la Dichiarazione di vendita temporanea in cui si dichiara di esercitare l’attività di esposizione e vendita delle proprie opere dell’ingegno senza necessità di autorizzazione amministrativa (vedi art. 4 comma 2 lettera H del D. L. 31-03-1998 n. 114);
  • dovrà specificare che la vendita dei propri manufatti è effettuata in modo occasionale e che non è un venditore abituale;
  • è consigliabile portare un blocchetto con le ricevute generiche per rilasciare la ricevuta fiscale a chi la richieda.

Inoltre il creativo, per dimostrare che le opere esposte sono manufatti del proprio ingegno, potrebbe realizzare i suoi oggetti durante il mercatino, è quindi consigliabile pensare ad allestire, oltre che la bancarella, anche una postazione per realizzare i manufatti.

Hobbisti o creativi, ciascuno con la propria titolarità, possono anche trovarsi fianco a fianco in occasione di un evento come una fiera del collezionismo o un mercatino dell’antiquariato. Per quanto riguarda l’autorizzazione amministrativa per l’occupazione del suolo pubblico e la Partita Iva, né l’hobbista né il creativo sono obbligati ad averle.

 

 Hobbisti, creativi e fisco

Chiarito e risposto esaustivamente (speriamo) al dilemma dell’incipit, cerchiamo di fare luce su un altro aspetto importante dell’attività degli hobbisti e dei creativi: il regime fiscale.
Se il compenso derivante dalla vendita della merce non supera i 5.000 euro netti l’anno, in entrambi i casi, l’attività svolta rientra in quella delle prestazioni cosiddette occasionali e come tale non è soggetta a contributi ed IVA. E non vi è neppure l’obbligo di produrre fattura o rilasciare ricevuta se il denaro ricevuto proviene da un soggetto privato. Nel caso in cui invece, la vendita è destinata ad un titolare di partita IVA, è necessario documentare l’incasso con fattura o ricevuta che riporti la dicitura di prestazione occasionale ed eventualmente sia corredata da una marca da bollo di 2,00 euro per importi superiori a 77,47 euro.



Tutto cambia se la prestazione non è occasionale e quindi il reddito che ne deriva è maggiore di 6.250 euro lordi l’anno; in questo caso è bene interpellare un ragioniere o un commercialista per capire come inquadrare l’attività nel modo più rispondente alle singole esigenze.

Per quanto riguarda il fisco per creativi potrebbe essere utile consultare la guida “Fisco amico per creativi” un libro di Carmen Fantasia una commercialista ma anche un’appassionata creativa.

Differenza tra creativi e hobbistiIn questa guida potrete trovare i seguenti argomenti:

  • Professione creativo
  • Il NUOVO lavoro occasionale
  • Operare al di sotto dei 5.000 €
  • Come si partecipa ad un mercatino
  • Vendere on-line – I marketplace
  • Come si registra un marchio
  • Le associazioni
  • Il nuovo regime forfettario dal 2016
  • Documenti fac-simile di moduli fiscali: ricevute generiche, documento di vendita temporanea, ecc…

2 Responses to Qual è la differenza tra hobbisti e creativi?
  1. Salve, vorrei sapere se fra le opere di ingegno dei creativi possono rientrare prodotti cosmetici “fai da te” per animali. So che la cosmetica fai da te non è ammessa senza un opportuno laboratorio abilitato ecc… ma quella per animali è libera da vincoli; ritengo perciò sia una vera e propria creazione, non eseguita in serie, che possa rientrare fra gli articoli dei “creativi”.
    Può confermare gentilmente?

    • Salve, sui prodotti cosmetici in generale non sono informata, sarebbe meglio sentire un commercialista a riguardo. Grazie cmq, per la sua domanda.


[top]

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.